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Alla scoperta dei capolavori di Luca Signorelli in Umbria
Percorso in Umbria tra le opere di Luca Signorelli, maestro cortonese tra i maggiori artisti del Rinascimento italiano
Comuni interessati dall'itinerario:

Autoritratto

L'Umbria è terra d'adozione di Luca Signorelli, maestro cortonese (1445-1450 circa /1523), tra i maggiori artisti del Rinascimento italiano.

Nativo di Cortona, piccolo ma fervido centro al confine tra Umbria e Toscana ricco di capolavori di artisti del calibro di Pietro Lorenzetti e Beato Angelico, dopo una iniziale formazione in città, si trasferì ad Arezzo, dove compì l'apprendistato presso Piero della Francesca.

L'esperienza accanto al grande maestro permise all'allievo di acquistare una profonda conoscenza delle nozioni prospettico-matematiche che gli facilitarono l'applicazione della tecnica di scorcio nonché l'uso sperimentale della pittura a olio.


Ma l'esperienza decisiva per la maturazione dello stile dell'artista fu quella a Firenze, dove nel corso degli anni Settanta del Quattrocento, venne a contatto prima con Bartolomeo della Gatta poi con Andrea del Verrocchio, titolare della più famosa bottega fiorentina del Rinascimento. Presso di lui si formarono infatti artisti del calibro di Leonardo, Botticelli, Ghirlandaio, Lorenzo di Credi e Perugino. E' proprio in quell'ambiente che Signorelli instaura con Perugino, “divin pittore”, uno stretto rapporto di collaborazione, che lo porterà di lì a poco a collaborare con il maestro nella realizzazione di due affreschi del ciclo della Cappella Sistina: la Consegna della Chiavi e il Testamento di Mosé (1481-1482).

Pala di Sant'Onofrio

Forse fu proprio Perugino il tramite attraverso cui Signorelli arrivò a Perugia. Qui, su incarico del vescovo Jacopo Vagnucci, suo concittadino, ricevette la commissione della pala di San'Onofrio, oggi conservata nel Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo ed eseguita nel 1484.

 

Altrettanto forte è il legame dell'artista con l'Alta Valle del Tevere.

A Città di Castello nel 1474 realizzò nella facciata della torre del vescovo una Maestà tra Santi di cui resta oggi solo il mezzo busto di San Paolo oggi visibile in Pinacoteca Comunale e ove è evidente l'influsso di Piero. Ma la data che lega indissolubilmente Luca alla cittadina tifernate è il 1488, quando, nominato cittadino onorario della città, fu incaricato dalla famiglia Vitelli di dipingere, per l'altare di famiglia in San Domenico, una tavola raffigurante il Martirio di San Sebastiano databile al 1498.

Prima di lasciare Alta Valle del Tevere si consiglia di fare tappa a Umbertide e a Morra, altri due luoghi fondamentali dell'itinerario signorelliano in Umbria.
Per la chiesa di Santa Croce ad Umbertide, oggi sede del museo di Santa Croce realizzò nel 1516 la Deposizione dalla Croce mentre per l'oratorio di San Crescentino a Morra diede vita a un ciclo di pitture ispirate al tema della Passione di Cristo, “biblia pauperum” didascalica e commovente che trova il suo apice nella rappresentazione delle scene della Flagellazione e della Crocifissione.

Flagellazione

Ma il capolavoro dell'artista è la cappella di San Brizio nel duomo di Santa Maria Assunta ad Orvieto datato tra 1499 e 1504. Qui Luca Signorelli narra con sorprendente scioltezza pittorica gli ultimi giorni della storia umana. Il racconto, introdotto dalla predicazione dell’Anticristo, il falso profeta che diffonde la malevola dottrina sussurratagli nell’orecchio dal diavolo, prosegue con la rappresentazione della Fine del Mondo e della Resurrezione della carne, con i Dannati, i Beati, fino all'Avvento al Paradiso e all'Inferno completate, nel basamento, da teorie di uomini insigni e episodi tratti da antichi poemi e dalla Divina Commedia.

Attraverso abili espedienti prospettico-illusionistici, applicati alle architetture con gusto scenografico, associati all'esperto realismo delle figure umane e alla drammatica bizzarria delle creature demoniache, con cromia vivace, carica di accostamenti arditi e inediti, Signorelli realizza un capolavoro di estrema modernità: un unicum dell'arte rinascimentale.

Prima di lasciare Orvieto e a conclusione dell'itinerario signorelliano si consiglia una visita al Museo dell'Opera del Duomo ove è conservata la tempera su tavola raffigurante Santa Maria Maddalena (1504).

Dannati




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